Tre ville, un meridiano

Da Piombino Dese a Maser, tra l’alta padovana e il trevigiano: dalla pianura fino ai primi colli.


Da Piombino Dese a Maser, tra l’alta padovana e il trevigiano: tre ville per tre famiglie veneziane, allineate quasi esattamente sulla stessa linea nord–sud, dalla pianura fino ai primi colli.

A metà del Cinquecento i patrizi di Venezia guardano alla terraferma. Il commercio sul mare rende meno, la terra rende di più: si bonifica, si semina, si investe. E chi investe vuole una casa da cui governare i campi, che sia anche un modo per dire chi è. Palladio dà a questo bisogno una forma nuova: la villa come tempio e come fattoria insieme.

Questo itinerario ne attraversa tre tra le più importanti. Prendete una cartina e noterete una cosa curiosa: Villa Cornaro, Villa Emo e Villa Barbaro stanno quasi sullo stesso meridiano. Si parte nella pianura piatta della centuriazione romana e si arriva alle pendici dei Colli Asolani, con il Grappa sullo sfondo che si avvicina a ogni chilometro.


Villa Cornaro

Dall’A4 si esce a Padova Est e si punta verso Castelfranco. Piombino Dese arriva presto, e la villa non va cercata: sta nel cuore del paese, sulla strada. Giorgio Cornaro la commissiona nel 1552, e Palladio la disegna più come un palazzo che come una casa di campagna. La novità è la loggia doppia, un portico sopra l’altro, ripetuta sui due fronti: verso la strada sporge, verso il giardino rientra nel corpo dell’edificio. Davanti e dietro ci sono giardini, poi i broli e i campi, tutti allineati sullo stesso asse.

Villa Emo

Si sale verso nord, si entra in provincia di Treviso e, ai margini di Fanzolo, si incontra la villa più chiara di tutto il giro. Villa Emo, costruita per Leonardo Emo negli anni intorno al 1558, è il modello della villa-fattoria: al centro la casa padronale, ai lati due lunghe barchesse ad arcate per gli attrezzi e i raccolti, chiuse alle estremità dalle colombare. Al posto della scalinata c’è una rampa, buona anche per i carri. Tutto il complesso si legge su un unico asse: il viale alberato a sud, il brolo a nord, e intorno la maglia regolare dei campi, ereditata dalla centuriazione romana. Dentro, gli affreschi di Giovanni Battista Zelotti.

Villa Barbaro e il Tempietto

Ancora a nord, verso le Prealpi, finché la pianura non si piega nei primi colli. Villa Barbaro sta appena sopra la strada, appoggiata al pendio. La vollero due fratelli, Daniele e Marcantonio Barbaro: il primo umanista e commentatore di Vitruvio, il secondo diplomatico. Palladio ne disegna l’impianto, Paolo Veronese ne affresca le sale con finestre dipinte, porte finte e personaggi che si affacciano dalle balaustre. Dietro la villa, scavato nella collina, il ninfeo con le sue statue.

Uscendo, a lato della strada, c’è il Tempietto Barbaro, del 1580: una piccola chiesa a pianta centrale con un pronao, una delle ultime opere del maestro. La tradizione vuole che Palladio sia morto proprio qui, durante il cantiere. È il posto giusto per chiudere il giro.


Le tre ville sono private e hanno orari diversi: Villa Cornaro apre al pubblico solo in alcuni periodi dell’anno, mentre Villa Emo e Villa Barbaro hanno aperture più regolari. Controllate i siti ufficiali prima di partire. Il percorso è quasi tutto in pianura e si fa bene anche in bicicletta, tranne l’ultimo tratto verso Maser, in leggera salita. Partite presto: la luce di fine giornata sulla facciata di Maser vale l’attesa.

  1. vicenzavillepalladio.it, l’itinerario di partenza.
  2. vicenzavillepalladio.it, le schede di Villa Cornaro, Villa Emo e Villa Barbaro (date, committenti, coordinate).
  3. Comune di Piombino Dese, scheda di Villa Cornaro.
  4. Siti ufficiali di Villa Emo (villaemo.eu) e di Villa di Maser.
  5. UNESCO, sito 712.
  6. Palladio, I Quattro Libri, libro II.
  7. OpenStreetMap.

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