L’ultima opera: una scena prospettica che inganna l’eternità.
Progettato nel 1580 e completato da Vincenzo Scamozzi nel 1585, il Teatro Olimpico è l’ultima opera di Palladio e il più antico teatro coperto al mondo ancora in uso. La scena fissa in legno e stucco simula in prospettiva accelerata le vie di Tebe, creando un’illusione ottica straordinaria. L’Accademia Olimpica, committente dell’opera, inaugurò il teatro nel 1585 con la rappresentazione dell’Edipo Re di Sofocle.
Teatro Olimpico, il teatro che Palladio non vide finito
Palladio progettò il Teatro Olimpico negli ultimi mesi di vita. La scena che lo ha reso famoso, con le sue strade di Tebe in prospettiva, la disegnò Vincenzo Scamozzi per l’inaugurazione del 1585.
Vicenza, 1580-1585 · Accademia Olimpica, Palladio e Scamozzi · 4 minuti di lettura
I · UN’ACCADEMIA E UN EDIFICIO DA TRASFORMARE
Nel febbraio 1580 l’Accademia Olimpica, di cui Palladio faceva parte, gli commissiona un teatro stabile. I lavori cominciano a maggio.¹ L’Accademia era nata nel 1555 e Palladio era tra i fondatori. Il luogo scelto era un complesso medievale in disuso, stato prigione e deposito di polvere da sparo.²
Un teatro permanente era una novità. Fino ad allora gli spettacoli si davano su scene provvisorie, montate in cortili e in sale di palazzo.²
II · UN PROGETTO DI POCHI MESI
Palladio muore nell’agosto 1580, pochi mesi dopo l’avvio dei cantieri.³ Il disegno del teatro appartiene quindi agli ultimi mesi della sua vita, e lui non ne vide il risultato.⁴ Lo ispirano i teatri romani e il Vitruvio riscoperto dal Rinascimento: una cavea semiellittica a tredici gradini, una fronte di scena a più ordini, le statue degli Accademici nelle nicchie e i bassorilievi con le storie di Ercole, opera di Ruggero Bascapè.⁵
Il cantiere va avanti senza di lui. Per Artribune lo prosegue il figlio Silla sui disegni del padre, e porta a termine cavea, loggia e proscenio. Per il sito del teatro Silla lo consegna alla città nel 1583. Il Museo Civico, invece, parla soltanto di “vicende varie e complesse” e non fa nomi.³
III · LA SCENA DI SCAMOZZI
La scena che tutti ricordano porta la firma di Vincenzo Scamozzi. Per la rappresentazione inaugurale costruì le prospettive in legno delle strade di Tebe, e realizzò anche le sale d’ingresso dell’Odeo e dell’Antiodeo.⁶ Secondo uno studio sull’allestimento del 1585, nel progetto di Palladio la fronte di scena era piatta e aveva tre porte. Con Scamozzi diventa una serie di strade in fuga prospettica.⁴
Sul numero delle aperture le fonti non concordano. Il sito del teatro parla di sette strade di Tebe viste attraverso cinque aperture. Uno studio dello IULM descrive tre aperture nella facciata, che corrispondono alle sette porte della città.⁷ Le prospettive, in ogni caso, sono state fissate dopo la serata inaugurale e da allora non sono più cambiate.⁶
Anche sulla data c’è una sfumatura. Il Museo Civico e Artribune indicano il 3 marzo 1585, con l’Edipo re di Sofocle. Il sito del teatro e Finestre sull’Arte parlano invece di Carnevale del 1585, senza dare il giorno.⁸ La regia è di Angelo Ingegneri, i cori sono musicati da Andrea Gabrieli.⁹ Ingegneri aveva previsto attori in maschera, ma in un trattato successivo scrive che le maschere non furono usate.⁹ Lo spettacolo fu molto costoso e apprezzato, e per Vicenza non ebbe conseguenze immediate.⁹
IV · IL TEATRO OGGI
Le scene di Scamozzi sono rimaste dove stavano, e il teatro ha continuato a ricevere ospiti illustri: Pio VI nel 1782, l’imperatore Francesco I d’Austria nel 1816, suo erede Ferdinando I nel 1838.¹⁰ A metà Ottocento vi si dava qualche rappresentazione classica, e dopo la seconda guerra mondiale gli spettacoli sono ripresi.¹⁰
Chi vi entra oggi trova le stesse prospettive di legno del 1585. Per tenerle in vita è previsto un restauro da circa 2 milioni di euro, con interventi antisismici, di conservazione e di sicurezza. Secondo Artribune comincerà alla fine del 2027 e durerà circa 300 giorni, durante i quali il teatro resta chiuso.¹¹ Il titolo dell’articolo parla di un anno di stop, il testo di circa 300 giorni: noi seguiamo il testo.¹¹
FONTI E NOTE
- Musei Civici di Vicenza, scheda del Teatro Olimpico (museicivicivicenza.it/en/to): commissione dell’Accademia Olimpica nel febbraio 1580, inizio lavori a maggio 1580.
- Artribune, articolo sul restauro del Teatro Olimpico: Accademia fondata nel 1555 con Palladio tra i fondatori, complesso medievale già prigione e deposito di polvere. Finestre sull’Arte, scheda Vicenza, Teatro Olimpico (2014): teatro stabile come novità rispetto alle scene provvisorie.
- Artribune: Palladio muore nell’agosto 1580, Silla prosegue sui disegni e completa cavea, loggia e proscenio. Sito del Teatro Olimpico (teatrolimpicovicenza.it): Silla consegna il teatro alla città nel 1583. Musei Civici: “after various and complex events”, senza nomi. Divergenza dichiarata nel testo.
- Sito del Teatro Olimpico: progetto “pochi mesi prima della morte”, Palladio non vede il risultato. Cockaigne (cockaigne.org.uk, The Production of Edipo Re at the Teatro Olimpico, Vicenza, in 1585): fronte piatta a tre porte nel progetto di partenza, poi cinque strade in prospettiva.
- Musei Civici: cavea semiellittica a tredici gradini, statue degli Accademici, bassorilievi con le storie di Ercole di Ruggero Bascapè. Sito del teatro: ispirazione ai teatri romani. Musei Civici: Vitruvio riscoperto dal Rinascimento.
- Musei Civici: Scamozzi costruisce Odeo, Antiodeo e le prospettive in legno per la serata inaugurale; le prospettive restano fisse dopo lo spettacolo e non sono mai cambiate.
- Divergenza sulle aperture: sito del teatro (sette strade, cinque aperture); studio IULM (apeiron.iulm.it, tre aperture della facciata = sette porte di Tebe); Musei Civici (tre aperture e due ali laterali).
- Musei Civici e Artribune: 3 marzo 1585, Edipo re. Sito del teatro e Finestre sull’Arte: Carnevale 1585.
- Cockaigne: regia di Angelo Ingegneri, cori di Andrea Gabrieli, maschere previste nel Progetto e poi escluse nel trattato, spettacolo costoso e lodato, nessuna conseguenza immediata a Vicenza. IULM: Ingegneri dirige lo spettacolo.
- Sito del Teatro Olimpico: visite di Pio VI (1782), Francesco I (1816), Ferdinando I (1838); rappresentazioni classiche a metà Ottocento; ripresa dopo la seconda guerra mondiale.
- Artribune: restauro di circa 2 milioni di euro (1,745 milioni dal Ministero della Cultura, 250.000 euro dal Comune), inizio a fine 2027, circa 300 giorni; il titolo parla di un anno.
